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Ma non basta l’elio per poter volare…(2)

3 febbraio 2009 lovell Nessun commento

Completiamo l’esame della normativa internazionale relativa al lancio degli Unmanned Free Balloons.

L’ Appendice 4 del già citato annesso 2 ICAO  distingue tra palloni light, medium ed heavy: i primi due tipi devono avere una massa totale  inferiore rispettivamente a 4 e 6 kg. e non presentare nessuna delle caratteristiche previste per gli heavy (massa uguale o superiore ai 6 kg, carico con massa uguale o superiore ai 3 kg, un carico con massa uguale o superiore ai 2 kg ed una densità superficiale superiore ai 13 g per cmq, una fune o altro dispositivo per il trasporto del payload che richieda, per il distacco di quest’ultimo dal pallone, una forza superiore ai 230 N).  

Anche se il nostro punto di riferimento, sul piano normativo, resta il regolamento ENAC  “Regole dell’Aria“, appare utile riassumere quanto stabilito dall’Appendice 4. Quest’ultima, infatti, oltre a richiamare delle regole di tipo generale per il lancio (come l’obbligo di adeguarsi  alla  normativa dello Stato sorvolato), stabilisce caratteristiche strutturali e limiti operativi dei palloni unmanned:

a) l’involucro del pallone deve offrire una reflettività ai radar operanti tra i 200 MHz ed i 2.700 MHz od essere equipaggiato in modo da risultare comunque tracciabile dai radar di terra;

b) l’antenna deve avere un limite di rottura pari o superiore a 230 N ed essere dotata di un drappo colorato.

Oltre a ciò, in particolare, i palloni di tipo heavy non possono operare, senza un’apposita autorizzazione, sotto i 18.000 mt (60.000 piedi) se sono presenti alcune particolari condizioni atmosferiche (nuvolosità estesa, ridotta visibilità); devono essere dotati di almeno “due payload, sistemi o congegni, automatici o telecomandati, che operino indipendentemente l’uno dall’altro per la determinazione del volo”; devono disporre, se lanciati in determinate zone, di un radar transponder operante su un codice assegnato; devono essere illuminati ed appositamente colorati nel caso di un lancio effettuato tra il tramonto e l’alba.

Infine, i palloni zero-pressure in polietilene devono essere dotati di almeno due congegni che in modo indipendente assicurino un termine al volo dell’involucro.

L’Appendice 4 indica anche tutte le informazioni da notificare alle autorità competenti prima del lancio, ma al riguardo appare opportuno rinviare al contenuto della già citata circolare AIP-ENAV 4/2003.

Così, una volta compilato il notiziario speciale (con i previsti visti e la relativa documentazione), la domanda (in bollo) deve essere presentata alla direzione ENAC competente almeno 45 giorni prima del lancio. L’ENAC, effettuati i dovuti controlli e le opportune valutazioni di merito, fa richiesta del Notam all’ACU  (Airspace Coordination Unit) di Ciampino. In caso di esito positivo, un fax conferma l’emissione del Notam e sulla base di quest’ultimo, nonché delle autorizzazioni concesse dall’ACC, dall’ENAV e, se richiesto, dall’Aeronautica Militare, è possibile ottenere l’ (eventuale) autorizzazione finale da parte dell’ente proprietario del terreno da cui si effettua il lancio.

Il tutto può apparire complicato e di difficile gestione, ma in realtà il procedimento (salvo sorprese normative dell’ultima ora!) è ormai molto “standardizzato”.

In definitiva, una volta definito il come della nostra Stratospera, sono il dove ed il quando a fare il resto…

Rino

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Ma non basta l’elio per poter volare…(1)

26 novembre 2008 lovell 2 commenti

L’altro “motore”, anche se figurato, del nostro pallone stratosferico è la necessario autorizzazione amministrativa al lancio rilasciata dalle competenti autorità aeronautiche. Come spiegherò successivamente, la normativa vigente indica alcuni precisi limiti dimensionali al di sopra dei quali è addirittura necessario equipaggiare il pallone con un transponder.

Per poter lanciare il pallone è necessario richiedere un NOTAM (acronimo di NOtice To Air Men), ovvero un notiziario contenente quelle informazioni fornite ai naviganti ai fini della sicurezza delle operazioni di volo riferite ad attività valutate ed autorizzate in precedenza dai vari enti aeronautici competenti. In sostanza, tale documento consente un temporaneo utilizzo dello spazio aereo per manifestazioni aeree, lancio di paracadutisti, fuochi pirotecnici, emissioni di raggi laser e…”lancio di palloni liberi, aerostati e dirigibili non vincolati“…

La richiesta del NOTAM, disciplinata dalla  circolare AIP-ENAV 4/2003, oltre a richiedere la presentazione di un elevato numero di documenti, impone un grave limite agli organizzatori: deve essere tassativamente presentata almeno 45 giorni prima del lancio. Una volta individuata la “finestra di lancio” ed ovviamente la località da cui innalzare il pallone, bisogna compitare due “notiziari” sugli appositi moduli: uno speciale, contenente tutti i dati utili (caratteristiche esterne dell’aerostato, coordinate del sito, limiti laterali e verticali, la durata prevista del volo, la velocità ascensionale, il raggio in cui si presume svolgere l’attività, il nome e recapito del responsabile del lancio, le caratteristiche del trasponder, se previsto) ed uno generale (caratteristiche costruttive, eventuale presenza di equipaggio (!), servizi sanitari e di emergenza).

Ai due moduli, redatti su carta intestata dell’ente od organizzazione richiedente, bisogna allegare anche la dichiarazione del costruttore del pallone, del responsabile dell’organizzazione e il nulla-osta del proprietario del terreno da cui viene effettuato il lancio (se pubblico, del Comune o dell’Ente competente). Il notiziario speciale è il documento più importante perché deve essere “vistato” da molti enti civili e, se necessario, anche militari: il controllo radar del traffico aereo (per il centro-nord, l’ACC di Milano Linate), l’ENAV e la Direzione della circoscrizione aeroportuale (ENAC) competenti, il Comando dell’Aeronautica Militare di zona (se presente attività operativa). I pareri dei vari enti servono a verificare che il lancio (e il relativo volo) del nostro pallone non interferiscano con attività aeree già programmate. Se la data e l’ora sono incompatibili, allora bisogna presentare una nuova richiesta.

In un prossimo articolo schematizzerò i passaggi successivi per giungere al tanto sospirato fax di autorizzazione contenente i riferimenti relativi all’avvenuta emissione del NOTAM. E’ importante però qui sottolineare, come avevo indicato in precedenza, che il regolamento ENAC  ”Regole dell’Aria”, ovvero l’insieme delle regole che disciplinano le operazioni degli aeromobili all’interno del traffico aereo su cui è competente lo Stato italiano, prevede, all’art. 3.1.9, non solo che ”le operazioni relative al lancio di palloni liberi non pilotati devono essere condotte in modo tale da ridurre al minimo i rischi per le persone, le cose e gli aeromobili“, ma anche che i palloni con:

“- una massa totale uguale o superiore ai 6 kg.;

- un carico con massa uguale o superiore ai 3 Kg.;

- un carico con massa uguale o superiore ai 2 kg e una densità superficiale superiore ai 13 g per cmq; o

- una fune, o altro dispositivo per il trasporto del carico, avente un limite di rottura uguale o superiore ai 230 N

devono essere equipaggiati con un transponder avente il riporto automatico di quota operante sul codice assegnato“.

La norma non è altro che la traduzione dall’inglese dell’Appendice 4, dell’ annesso 2 ICAO (Rules of the Air) relativo al lancio degli Unmanned Free Balloons (a cui fa peraltro diretto riferimento la citata circolare AIP-ENAV). Questa normativa internazionale, in quanto più complessa ed articolata di quella ENAC, merita di essere esaminata in dettaglio nel prossimo articolo (segue).

Rino

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