Il collaudo fisico di HADARP è finito, e ora il payload è stato spedito al Kianti Space Center per l’integrazione con la scheda del pallone.

Di seguito potete leggere la relazione che Matteo Negri, il progettista e costruttore dello strumento, ci ha inviato in questi giorni.

HADARP è stato sottoposto a due tipi di collaudo:

  • uno elettronico;
  • uno fisico.

Il primo, quello elettronico, è stato eseguito senza tubo Geiger collegato e ha permesso d’appurare la risoluzione massima di HADARP agli impulsi in ingresso. Per eseguire questo test, è stato utilizzato un generatore di bassa frequenza, che collegato al pin d’ingresso del sistema di elaborazione dati della scheda, ha permesso di valuatre il preciso e lineare funzionamento del dispositivo a diverse frequenze e a diversi duty cicle.

Il secondo, quello fisico, è stato eseguito con la sonda Geiger collegata ad HADARP in configurazione “ready to fly“. E’ stata quindi sottoposta ad alcune radiosorgenti calibrate, alcune corpuscolari (Alpha e Beta) e altre elettromagnetiche (Gamma). Le lievi radiosorgenti utilizzate, Polonio210 (Alpha source), Stronzio90 (beta source) e Cobalto60 (gamma source), erano racchiuse in piccoli contenitori pressofusi di plexiglass, opportunamente sigillati (per non disperdere polveri) e discretamente calibrati in emissione, vendute ai laboratori di ricerca o agli hobbysti (http://www.imagesco.com/geiger/radioactive-sources.html), proprio per tarare i Geiger. I risultati rilevati da HADARP sono qualitativamente molto buoni (precisione: 5/6%), a dimostrazione che l’elettronica ha una buona risposta alle sollecitazioni ionizzanti e il firmware opera correttamente anche nella soppressione del dead time di 90ms del tubo Geiger.

In allegato la foto delle radiosorgenti utilizzate e di HADARP, quest’ultimo nel mio laboratorio durante il test elettronico. Notare la frequenza generata dal GBF di 88 Hz (pari a 88 colpi al secondo) e il valore rilevato da HADARP stesso, inviato al PC tramite RS232.

Il valore rilevato dal contatore Geiger di Stratospera è addirittura più preciso 87,4 cps pari a 5244 cpm!!!

E’ chiaro che questo tipo di rivelamento, 88 cps, è una condizione estrema che non verrà mai rilevata in quota, salvo che, non ci trovassimo di fronte ad un imponente flare solare, degno generatore di aurore boreali anche alle nostre latitudini o all’esplosione di una supernova nelle immediate vicinanze del Sole! I test in quota eseguiti da altri amatori, infatti, proprio durante un flare solare, evidenziano valori molto più “bassi” (si fa per dire) di radioattività, pari a 1500 cpm ovvero 25 cps (http://balloons.space.edu/habp/project_10/).

Possiamo affermare a questo punto, che freddo permettendo, voliamo con grossi margini di sicurezza e precisione!

Ecco le immagini a corredo della relazione.