Ma non basta l’elio per poter volare…(1)

L’altro “motore”, anche se figurato, del nostro pallone stratosferico è la necessario autorizzazione amministrativa al lancio rilasciata dalle competenti autorità aeronautiche. Come spiegherò successivamente, la normativa vigente indica alcuni precisi limiti dimensionali al di sopra dei quali è addirittura necessario equipaggiare il pallone con un transponder.

Per poter lanciare il pallone è necessario richiedere un NOTAM (acronimo di NOtice To Air Men), ovvero un notiziario contenente quelle informazioni fornite ai naviganti ai fini della sicurezza delle operazioni di volo riferite ad attività valutate ed autorizzate in precedenza dai vari enti aeronautici competenti. In sostanza, tale documento consente un temporaneo utilizzo dello spazio aereo per manifestazioni aeree, lancio di paracadutisti, fuochi pirotecnici, emissioni di raggi laser e…”lancio di palloni liberi, aerostati e dirigibili non vincolati“…

La richiesta del NOTAM, disciplinata dalla  circolare  ENAC ATM-05, oltre a richiedere la presentazione di un elevato numero di documenti, impone un grave limite agli organizzatori: deve essere tassativamente presentata almeno 45 giorni prima del lancio. Una volta individuata la “finestra di lancio” ed ovviamente la località da cui innalzare il pallone, bisogna compitare due “notiziari” sugli appositi moduli: uno speciale, contenente tutti i dati utili (caratteristiche esterne dell’aerostato, coordinate del sito, limiti laterali e verticali, la durata prevista del volo, la velocità ascensionale, il raggio in cui si presume svolgere l’attività, il nome e recapito del responsabile del lancio, le caratteristiche del trasponder, se previsto) ed uno generale (caratteristiche costruttive, eventuale presenza di equipaggio (!), servizi sanitari e di emergenza).

Ai due moduli, redatti su carta intestata dell’ente od organizzazione richiedente, bisogna allegare anche la dichiarazione del costruttore del pallone, del responsabile dell’organizzazione e il nulla-osta del proprietario del terreno da cui viene effettuato il lancio (se pubblico, del Comune o dell’Ente competente). Il notiziario speciale è il documento più importante perché deve essere “vistato” da molti enti civili e, se necessario, anche militari: il controllo radar del traffico aereo (per il centro-nord, l’ACC di Milano Linate), l’ENAV e la Direzione della circoscrizione aeroportuale (ENAC) competenti, il Comando dell’Aeronautica Militare di zona (se presente attività operativa). I pareri dei vari enti servono a verificare che il lancio (e il relativo volo) del nostro pallone non interferiscano con attività aeree già programmate. Se la data e l’ora sono incompatibili, allora bisogna presentare una nuova richiesta.

In un prossimo articolo schematizzerò i passaggi successivi per giungere al tanto sospirato fax di autorizzazione contenente i riferimenti relativi all’avvenuta emissione del NOTAM. E’ importante però qui sottolineare, come avevo indicato in precedenza, che il regolamento ENAC  “Regole dell’Aria”, ovvero l’insieme delle regole che disciplinano le operazioni degli aeromobili all’interno del traffico aereo su cui è competente lo Stato italiano, prevede, all’art. 3.1.9, non solo che “le operazioni relative al lancio di palloni liberi non pilotati devono essere condotte in modo tale da ridurre al minimo i rischi per le persone, le cose e gli aeromobili“, ma anche che i palloni con:

“- una massa totale uguale o superiore ai 6 kg.;

– un carico con massa uguale o superiore ai 3 Kg.;

– un carico con massa uguale o superiore ai 2 kg e una densità superficiale superiore ai 13 g per cmq; o

– una fune, o altro dispositivo per il trasporto del carico, avente un limite di rottura uguale o superiore ai 230 N

devono essere equipaggiati con un transponder avente il riporto automatico di quota operante sul codice assegnato“.

La norma non è altro che la traduzione dall’inglese dell’Appendice 4, dell’ annesso 2 ICAO (Rules of the Air) relativo al lancio degli Unmanned Free Balloons (a cui fa peraltro diretto riferimento la citata circolare AIP-ENAV). Questa normativa internazionale, in quanto più complessa ed articolata di quella ENAC, merita di essere esaminata in dettaglio nel prossimo articolo (segue).

Rino

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11 Risposte

  1. RikyUnreal ha detto:

    Ho una domanda.
    Tipicamente per un pallone sonda tipo questo, qual’è il raggio d’azione dell’esperimento.
    Mi spiego meglio. Rispetto al punto del decollo, quanto distanza orizzontale potrebbe percorrere il pallone?

  2. albyz85 ha detto:

    Ciao
    Da lanci effettuati da “colleghi” in esperienze simili, se le condizioni meteo sono buone (e le possiamo monitorare), dovremmo tranquillamente stare entro un raggio di 20-25km.
    Ciao ciao

    Alberto

  3. Ippolito Simone ha detto:

    Buon giorno , una curiosità serve un’assicurazione per il rientro della sonda ? Ipotesi : finisce in mezzo ad un’autostrada chi risponde in caso di danni ?

    e per ultimo che tipo di assicurazione bisogna fare ?

    Grazie mille in anticipo !

    Simone

  4. Lovell ha detto:

    Ciao Simone, non credo esista un’assicurazione disposta a coprire i rischi di un lancio di un pallone stratosferico amatoriale. L’importante però è dimostrarsi professionali e responsabili: realizzare tutto a regola d’arte, non lanciare da aree densamente popolate e soprattutto richiedere i previsti nulla-osta alle autorità aeronautiche!
    A presto!
    Rino

  5. Max ha detto:

    La domanda però e sensata, con 30 km di raggio e considerando l’antropizzazione Italiana potrebbe finire ovunque, da un autostrada e prendere in pieno una macchina che viaggia a 150 km/h a un lago, un terreno privato inaccessibile, il tetto di una casa/capannone ecc. Insomma, quello che non riesco a capire e come fanno a darvi le autorizzazioni e soprattutto come avete fatto ad essere così fortunati ad aver sempre recuperato il tutto in un campo..
    Secondo voi non sarebbe possibile usare un drone con al centro il play con attaccato il paracudute, quando raggiungete i 400/500 metri lo azionate in remoto con una normale app (in questo modo vedreste anche le immagini intempo reale) e lo dirigete verso un’area sgombra tramite google maps, il drone funzionerebbe tramite rete hsdpa, quindi la distanza a cui vi trovate voi non conta.
    Ne approfitto anche per chiedervi che cam/strumentazione usate per sopportare i -50 gradi e come mai avete smesso di fare lanci e di seguire il sito.

  6. ray ha detto:

    Salve,
    Stavamo valutando con un piccolo gruppo di amici di ripetere una delle vostre “avventure” , ci siamo informati preventivamente presso l’Enac di tutte le regole necessarie per effettuare un lancio ed effettivamente ci sono un infinità di vincoli che direi anche scoraggianti. Non abbiamo veramente capito inoltre se occorre inserire davvero un trasponder , e in caso positivo vorremmo sapere se possibile il tipo più adatto.

  7. Paolo Amoroso ha detto:

    @Max Il rischio di atterraggio in luogo sfavorevole o di danni a terzi rimane, ma per noi è accettabile. E siamo stati effettivamente fortunati.

    Non abbiamo valutato l’ipotesi del drone ma, a parte la recente regolamentazione che potrebbe complicare le cose, credo che un veicolo di questo tipo sarebbe troppo pesante e/o non avrebbe la spinta necessaria per trasportare un carico tipico dei nostri voli.

    Usiamo una comune fotocamera compatta Canon che però, con l’isolamento del payload in polistirolo, non è mai stata sottoposta a temperature inferiori a pochi gradi sotto 0, e in genere si è mantenuta intorno a +6/8C.

    Abbiamo temporaneamente sospeso i lanci per ragioni organizzative e personali di alcuni membri del team, ma il sito non è abbandonato. Stiamo pubblicando altro materiale foto/video dei lanci precedenti e continueremo in attesa di riprendere, vedi i post più recenti. E aggiorneremo anche il tema grafico del sito.

    @ray Ultimamente le regole ENAC si sono complicate ma non abbiamo ancora esaminato in dettaglio le novità. Per i nostri voli non è stato necessario un trasponder, ma personalmente non conosco i dettagli dei requisiti minimi di forma e dimensioni del pallone e del carico per richiederlo, sono altri i membri del team che se ne sono occupati.

  8. di domenico benoni ha detto:

    dovre sollevare un peso di gr 1700
    pallone franato a mt 10 da terra
    sgonfiabile dopo l’utilizzo e rigonfiabile per nuovo impiego
    mi puoi aiutare ????
    comunque grazie

  9. lovell ha detto:

    Non sono in grado di darle consigli in merito ad un pallone riutilizzabile. Cerchi in rete informazioni sui palloni aerostatici pubblicitari e troverà molte soluzioni valide. Cordiali saluti

  1. 28 novembre 2008

    […] « Ma non basta l’elio per poter volare…(1) […]

  2. 3 maggio 2011

    […] affermazione è generalmente vera, e in effetti per il lancio di un pallone è necessaria una pesante serie di autorizzazioni, ma non è difficile controbattere che anche sparare da un palazzo con un’arma da fuoco è […]

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